Fregio decorativo

Fregio decorativo

Il fregio decorativo che qui presentiamo è stato realizzato tra la fine degli anni venti e i primi anni trenta del Novecento, in esterno, lungo l’intero perimetro di una palazzina in cortina, nel quartiere Parioli a Roma. 

Il dipinto che è stato restaurato si trova tra i 4 e i 6 metri di altezza da terra.
Quando Keo ha eseguito il sopralluogo, ha avuto chiaro fin da subito il precario stato conservativo dell’opera. L’intervento di restauro era urgente.
I dipinti, realizzati con tecnica mista, presentavano seri distacchi dell’intonaco dal supporto murario, in alcuni punti a rischio crollo. La composizione stessa del supporto era decoesa, fenomeno particolarmente visibile lì dove la pellicola pittorica era lacunosa. Questo è stato rilevato come un vero e proprio “difetto di tecnica esecutiva”, in quanto la malta dell’intonaco risultava povera di legante.
Anche la pellicola pittorica era distaccata, dilavata e scolorita sia dalle intemperie dei mesi autunnali ed invernali che dal sole battente dei mesi estivi. In moltissime zone la perdita della decorazione era completa.
Questo estremo deterioramento aveva compromesso la lettura dell’opera.
Si tratta infatti di una decorazione ripetitiva. La fantasia e l’ingenuità ricercata sono i caratteri che più contraddistinguono questa decorazione: cavalli e antilopi raffigurati nel momento del salto, si alternano ad alghe, spighe ed alberi con margherite ed agrifogli. Un festone nero dà continuità e lega le singole figure, mentre una miriade di coriandoli di diversi colori, ormai spenti o scomparsi, doveva contribuire a dare vivacità e movimento alla scena.
Il disegno aveva perso la sua peculiarità più grande: il ritmo dello schema compositivo.
Keo ha deciso, insieme alla committenza, di realizzare un intervento volto innanzitutto alla messa in sicurezza degli intonaci e poi al recupero della lettura dell’opera, riproponendo le parti mancati, riproducibili perché ripetitive, utilizzando come metodo di trasposizione lo spolvero.
Keo ha scelto, in collaborazione con esperti decoratori, di utilizzare per la reintegrazione colori a calce realizzati in loco, seguendo metodi tradizionali, perciò ampiamente testati per durare nel tempo in ambiente esterno.